IL RESPIRO DEL SOFFIO VITALE
Un viaggio nell’antica cultura cinese (Prima parte)

IL RESPIRO DEL SOFFIO VITALE
Un viaggio nell’antica cultura cinese
(Prima parte)

a cura di Mauro Fiorucci, Docente e Operatore Shiatsu professionista
Con questo articolo comincia un viaggio che ci porterà a toccare alcuni dei principi chiave dell'antica cultura cinese.

La danza della creazione – e della distruzione come sua diretta conseguenza – si esprime attraverso l'alternanza degli opposti.
Questo assunto è comune a gran parte del pensiero orientale e, in riferimento al manicheismo, anche in quello occidentale. E' però all'interno dell'antica cultura cinese che questa visione acquisisce una rilevante importanza nell'ambito delle arti, delle scienze e della ricerca spirituale.

Spostandoci per un momento in India, il fatto che la creazione assuma l'aspetto di una danza è ben esemplificato dall'attributo conferito alla divinità hindu Śiva, il quale, come Signore della Danza (Nataraja), crea, mantiene e dissolve gli universi.

Secondo la visione cosmogonica dell'antico pensiero cinese, la creazione del mondo manifesto avviene sulla base della interazione di due polarità opposte e complementari, le quali, pur manifestando qualità apparentemente contrastanti – come il caldo e il freddo – determinano, in una sorta di dialogo fecondo, il manifestarsi delle “diecimila creature” (espressione idiomatica per indicare tutto l'esistente). Queste due polarità sono dette yin e yang.

Spiega la studiosa Élisabeth Rochat de la Vallée: “yin e yang non sono cose, ma qualità associate a un aspetto di un fenomeno, a un movimento del soffio”. Soffio è la traduzione che i sinologi prediligono per indicare l'energia vitale o qi in cinese.

Yin e yang fanno riferimento a categorie generali di opposti: femminile e maschile, notte e giorno, luna e sole, passività e attività e così via. Occorre però non cadere nell'inganno di una visione rigida, statica e schematica quando si prendono in considerazione queste due categorie.

Come già ricordato, la creazione può essere paragonata ad una sorta di danza ove la caratteristica peculiare che accomuna tutti i fenomeni manifesti è proprio la mutevolezza, intesa come inesorabile cambiamento di aspetto, e la transitorietà, ovvero l'impossibilità di permanere in eterno.

Per comprendere meglio quanto detto, può essere utile prendere in esame i caratteri cinesi dei termini yin e yang. In entrambi i caratteri è presente l'ideogramma della collina, in un caso insieme al sole, nell'altro insieme all'ombra: quando un lato della collina è soleggiato e caldo ecco che si ha lo yang, quando è in ombra ed è fresco ecco lo yin.

Ma un versante della suddetta collina non rimane soleggiato o in ombra per tutto il giorno: al mattino il lato esposto ad est è luminoso mentre il lato esposto ad ovest è in ombra; alla sera, al contrario, ciò che era luminoso sarà in ombra e ciò che era in ombra vedrà i raggi del sole.
Nessuno al mattino potrebbe affermare, in senso assoluto, che il versante esposte ad est sia lo yang e quello a ovest lo yin, perché alla sera verrebbe inesorabilmente smentito. Yin e Yang, quindi, si definiscono vicendevolmente, in una dimensione relativa: il lungo può essere definito solo se messo in relazione al corto.

Sebbene queste teorie possano apparire delle mere speculazioni filosofiche, questo modo di descrivere i movimenti creativi e distruttivi del qi ha un risvolto squisitamente pratico quando applicato ad astrologia, geomanzia, divinazione, medicina, pratiche alchemiche esterne e interne (come ad esempio il Qi Gong), scienza, arte e così via, dato che costituisce una lettura in chiave simbolico-analogica del modo di esistere di tutti i fenomeni, animati e inanimati, i quali non possono che sussistere sulla base dell'interazione di due polarità complementari.

In modo più poetico scrive Herman Melville: “Ma per dare forma, far pulsare la vita, quante cose diverse devono incontrarsi e sposarsi: una fiamma per sciogliere, un vento per gelare; mesta pazienza e gioiosa energia; umiltà, eppure orgoglio e spregio; istinto e studio; amore e odio; audacia e reverenza”.

Vedremo più in dettaglio, nel prossimo articolo, quali peculiarità e sfumature acquisisca questo rapporto di relazione tra yin e yang.


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